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MASH, dalla diagnosi precoce alle nuove terapie: una sfida da vincere oggi.

Online l'Instant Book

La MASH, steatoepatite associata a disfunzione metabolica, è una patologia molto insidiosa: può progredire per anni senza sintomi, mentre l’accumulo di grasso favorisce infiammazione, danno cellulare e fibrosi. In questo Instant Book, attraverso articoli, schemi e videointerviste, cerchiamo di dare forza al messaggio che emerge dal confronto tra gli specialisti: la MASH non è più una patologia da riconoscere nelle sue fasi terminali, ma una malattia che oggi può essere cercata, diagnosticata e trattata molto prima.

Una prospettiva che apre nuove opportunità per i pazienti e pone le basi per una diversa cultura della prevenzione. I contenuti di questo PDF multimediale derivano dai contribuiti scientifici dei key opinion leader e dal rappresentante dell'associazione pazienti che sono stati intervistati durante il Media Tutorial "MASH, quando il fegato non parla. Conoscere per agire: il ruolo della corretta diagnosi in una patologia epatica silenziosa e sottovalutata.

La MASH è strettamente legata a obesità, diabete di tipo 2, insulino-resistenza, dislipidemia e sindrome metabolica, tanto che la salute del fegato rappresenta anche un indicatore dello stato metabolico generale.  La fibrosi è il principale elemento prognostico: con il suo avanzare può svilupparsi cirrosi, con un aumento del rischio di insufficienza epatica e carcinoma epatocellulare.

Per questo la diagnosi precoce è decisiva e deve concentrarsi soprattutto sulle persone con fattori di rischio metabolici.  Oggi è possibile effettuare una prima valutazione con strumenti semplici e non invasivi: il FIB-4 combina età, transaminasi e conta piastrinica per stimare il rischio di fibrosi, mentre nei casi che richiedono ulteriori approfondimenti l’elastografia mediante FibroScan consente di misurare la rigidità del fegato.  Valori normali delle transaminasi, infatti, non escludono una malattia avanzata. 

Anche sul fronte terapeutico lo scenario sta cambiando: dieta, attività fisica, perdita di peso e controllo delle patologie metaboliche restano alla base della cura, ma sono arrivate le prime terapie farmacologiche specifiche, aprendo nuove possibilità per i pazienti con fibrosi significativa.  La vera sfida è quindi passare da una medicina che interviene quando il danno è consolidato a un modello capace di riconoscere e trattare precocemente la MASH, attraverso una collaborazione tra medico di famiglia, epatologo, diabetologo, internista e nutrizionista.  Una trasformazione che può cambiare la storia di una patologia a lungo sottovalutata proprio perché “silenziosa”.



Buona lettura e buona visione!



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Fonte: pharmastar.it


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